Sandro se ne tornava lentamente a casa, le mani in tasca e il collo del giaccone stretto intorno al collo per contrastare il vento di quel marzo particolarmente freddo,.
Un’altra giornata trascorsa nella speranza di rientrare e ritrovarla là ad aspettarlo come un tempo.
Niente…tutto è fermo e immutato in quelle stanze stranamente vuote pur piene di oggetti carichi di ricordi di una vita vissuta insieme. Momenti in cui tutto sembrava filare liscio anche se la routine non gli faceva certo apprezzare quella vita, ma oggi? Oh, quante volte ha desiderato poter tornare indietro per manifestarle quanto lei fosse importante!Passato è l’attimo fuggente e ora…Sandro percepisce intorno a lui strane presenze, rivive momenti che pensava scordati, c’è ancora nell’aria l’odore del suo profumo !
Non sa quanto ancora potrà reggere quest’angoscia, lui che sa di essere l’artefice di quanto è accaduto, lui che trascorreva le sue giornate senza accorgersi della muta richiesta di aiuto che lei gli rivolgeva guardandolo negli occhi. Le stanze sono piene dei suoi ricordi e a lui non basta; se non potrà più averla vicino toccherà a lui raggiungerla e scrivere la parola fine di questa storia. Un freddo improvviso lo assale e, eancora avvolto nel suo giaccone, si versa da bere.
Stavolta non può tirarsi indietro, tutto è preferibile a questa solitudine.
Guarda il ritratto di quell’ultima fotografia insieme, quando ancora erano felici e fiduciosi nel futuro e butta giù l’ultimo sorso di questo wisky il cui gusto non riesce a coprire il sapore amaro del veleno.
L’ultima cosa che i suoi occhi vedono e il sorriso di lei e la sua mano che sembra accoglierlo da quella foto di fronte a lui.












